Cover

Esiste un luogo magico che ha ispirato scrittori illustri e grandi artisti. Esiste una terra fertile e ricca di minerali dove s’intrecciano passione e tradizione, famosa per la sua raffinata produzione vinicola e una cucina pregevole. Entriamo in questa nuova dimensione, dove la gente è orgogliosa delle proprie origini e le protegge con fierezza. Qui ha inizio il nostro viaggio: nelle Langhe, espressione che nel dialetto locale indica le colline, mai alte più di 600 metri e spesso ornate dai filari delle vigne di uva Nebbiolo da cui si ricavano i prestigiosi vini Barbaresco, Barolo e Nebbiolo d’Alba, coltivati già in epoca romana.

intro_img1

Prima di iniziare il nostro cammino fra i dolci pendii delle colline e il fascino poetico dei filari che si perdono a vista d’occhio, prendiamoci un momento per assaggiare le nocciole, gli ottimi formaggi di questa terra e il celebre tartufo bianco d’Alba.

intro_img2

Ci spostiamo nell’Alto Adige che negli anni è diventata una terra di produzione enologica famosa in tutto il mondo, produttrice di vini di qualità, dove è possibile riconoscere un’antica cultura enologica.
La tenuta “Schwarhof” dell’azienda Loacker si trova adagiata sul dolce pendio esposto a sud e si affaccia sulla conca che ospita Bolzano.
Questo maso fu occupato per la prima volta nel 1334 e la sua produzione vinicola, con i Rossi di S. Giustina, rispecchia un’antica cultura e tradizione vinicola. Rainer Loacker, che si occupa dal 1979 di coltivazione biologica della vite, trovò qui pane per i suoi denti, vale a dire una sfida interessante. Il suo operato pionieristico portò nel tempo a un risanamento del terreno, mentre le viti furono rese via via più resistenti alle avversità mediante l’utilizzo di rimedi omeopatici.

Il risultato sono uve saporite e sane, ottime per la produzione di vini di elevata qualità, capaci di conquistare l’amante del vino, come il Lagrein, il Muller Thurgau, lo Chardonnay, il Gewurztraminer.

Proseguendo il cammino, la provincia di Cuneo offre altri preziosi tesori: come La

Morra, che sorge sulla cima di un colle e che ha dato i natali al primo vitigno Nebbiolo, dal quale trae origine il vino Barolo. Oggi La Morra è un paese molto turistico, tantissime persone da tutto il mondo vi giungono per gustare le prelibatezze enogastronomiche e per visitare le bellezze del luogo.
In una frazione c’è l’azienda agricola Eugenio Bocchino. L’azienda Agricola Eugenio Bocchino nasce nel 1997 grazie a un vigneto ereditato dal nonno Giacomo che produceva vino già negli anni ’40.

Oggi Eugenio e Cinzia coltivano 5 ettari di vigne seguendo i metodi biologico e biodinamico.
Con passione vinificano le uve nel modo più semplice possibile, senza manipolazioni, cercando di riproporre nel vino i caratteri e i profumi della terra.
Il protagonista assoluto é il Nebbiolo, dal quale l’azienda Eugenio Bocchino produce: Nebbiolo d’Alba, Langhe Nebbiolo, Barolo.

Continuiamo il nostro viaggio nelle Langhe approdando in Località Serre, nelle vicinanze del comune di Alba. Tra i vigneti svetta l’azienda agricola Mario Rivetti che nasce dalla passione di una famiglia per il mondo agricolo ed enologico.
Nel 1930 nonno Pasquale eredita dal padre una cascina e avvia l’attività di viticoltore. Nel 1968 il figlio Mario, spinto dalla passione per il mondo agricolo ed enologico, inizia a vinificare le proprie uve e a commercializzare i propri vini.

Nel 2000, i figli assumono la conduzione dell’azienda continuando la tradizione di famiglia e oggi la Mario Rivetti è un’azienda agricola a conduzione principalmente femminile. Loredana e Anna Maria Rivetti si occupano dell’intera gestione, assieme alle loro famiglie, seguendo tutti i processi e mantenendo intatta la tradizione ereditata.
È una piccola realtà non fatta di grandi numeri ma concentrata sulla qualità dei prodotti: Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Chardonnay, Favorita e Moscato.

Chi è appassionato di storia non può non passare per Dogliani, un paese che vanta un’antica tradizione medievale. Qui si possono ammirare un castello, cupole neoclassiche, guglie neogotiche e una torre che dona al posto un aspetto unico. L’uva e il vino sono da secoli la risorsa principale di questo luogo, noto anche per aver dato i natali al primo Presidente eletto della Repubblica italiana, Luigi Einaudi. Già l’etimologia del nome, in latino “Dolium”, sembra derivare da “Dolium Januae”, la “Coppa di Giano. È proprio qui che ci conduce il viaggio nella cultura enogastronomica italiana.

img1_collina

lacollina_1

L’azienda Poderi La Collina è fortemente legata alla cultura vinicola dell’area. Nei loro quattordici ettari di terreno, Piergiorgio Marengo e famiglia curano in modo meticoloso tutte le fasi della preparazione del Dolcetto, dalla scelta dei cloni e dei portainnesti, fino alla forma di coltura e alla vinificazione. Il Dolcetto di Dogliani, vitigno autoctono citato già nel 1500 negli ordinati comunali, è il vino che più si avvicina alla perfezione ideale, giovane e gioviale, fresco e fragrante, sincero e immediato, rivelando la sua nascita sui versanti più alti delle terre di Langa, dove trova condizioni di grande favore.

La prima tappa del nostro viaggio è la cooperativa Cantina Pertinace, nata nel 1973 a Treiso (CN). La cooperativa è diretta da Cesare Barbero, il quale ha continuato l’opera del padre Mario che nel 1973 ebbe l’idea di unire tredici vignaioli della zona di Treiso in un’unica cooperativa, il cui nome è ispirato all’Imperatore romano Elvio Pertinace, originario di questa terra.

pertinace_1

Fu Machiavelli a rendere celebre l’imperatore, lodando il suo amore per la giustizia e per la pace in un noto capitolo del Principe. I valori di Pertinace hanno influenzato il lavoro della cooperativa, i cui soci, proprietari di settanta ettari, svolgono la loro attività con amore, passione e dedizione. Fiore all’occhiello della cooperativa è il Barbaresco, vino dalle pregiate caratteristiche organolettiche: dal colore rosso brillante e con un odore gradevole e intenso, va servito a 18° C e accompagnato da carni rosse e formaggi stagionati.

pertinace_2

cornarea_1

Se si è appassionati di vini, non ci si può addentrare in questa zona senza far visita all’Azienda agricola Cornarea, che deve il nome all’incantevole collina dove si estendono i suoi vigneti. L’azienda Cornarea è condotta da Piero Bovone insieme con i figli Gian Nicola e Pierfranco e la loro Storia è strettamente legata all’evoluzione del Roero Arneis, raro vino bianco, le cui uve fin dal 1400 sono prodotte e vinificate esclusivamente nel territorio del Roero.

Arneis in piemontese vuol dire “bambino discolo” evidenziando quanto fosse difficile per i contadini domare la natura di questo vino.
A partire dagli anni ’70, la Famiglia Bovone per prima, ha reintrodotto le uve arneis, salvandone gli ultimi filari. Ha raggiunto così straordinari risultati nell’affinamento producendo un vino elegante, fruttato ma molto equilibrato, tanto da essere un esempio per molti produttori del Roero. Nel 2005 il Roero Arneis ha ottenuto la DOCG. Il vino, dal color giallo dorato, ha un sapore intenso e coinvolgente, e si gusta al meglio con piatti a base di pesce.

cornarea_2

Restiamo nelle Langhe per visitare uno dei borghi più antichi e più belli d’Italia: si tratta di Neive dalla struttura tipicamente medioevale, con la sua Torre dell’Orologio e i palazzi dei Conti di Castelborgo. La famiglia Marcarino, da sempre proprietaria del vigneto su una delle colline antistanti, fonda nel 1964 l’azienda agricola biologica Punset. Il termine dialettale significa “bella collina” e Marina Marcarino, che oggi si occupa interamente della conduzione, ha deciso negli anni ’80 di salvaguardare le caratteristiche del luogo e di convertire la totalità dell’azienda alla coltivazione biologica. Una scelta consapevole che oggi è diventata un valore aggiunto dei vini dell’azienda. La sua punta di diamante è il Barbaresco, premiato e conosciuto in tutto il mondo.

Marina, nel 2004, ha legato Punset ad altre cantine italiane di medesimo pensiero, fondando il Consorzio Vintesa Italian Wines che attraverso il motto “l’intesa tra vignaioli bio” promuove e divulga i vini bio di questi produttori in Italia e nel mondo.

Abbiamo scoperto le realtà vinicole e la storia delle Langhe e del Roero, e adesso il nostro percorso prosegue verso un posto altrettanto ricco di storia: il Monferrato. Luogo di grandi dinastie, nonché cuore del Regno dei Savoia fino all’Unità d’Italia, si estende verso sud sino a giungere ai piedi dell’Appennino ligure sul confine con la Provincia di Genova e la Provincia di Savona. Proprio nel Monferrato, a Pino d’Asti, sorge la Cantina Mosparone, che è condotta dai coniugi Ghebbano e copre una superfice di sedici ettari.

mosparone_1

mosparone_2

La composizione dei terreni, genericamente conosciuti come “marne grigio azzurre” e “terre bianche”, la loro esposizione e l’altitudine media intorno ai 400 mt. s.l.m. con una buona alternanza di caldo di giorno e fresco di notte, unita a un’attenta gestione delle vigne, consentono la produzione di un’uva che porta alla realizzazione di vini di grande struttura e ottimi profumi. Fiore all’occhiello della cantina è l’Albugnano, piccolissima DOC, che permette la produzione di un Nebbiolo in purezza, curato artigianalmente in tutte le sue fasi, dalla vendemmia alla vinificazione fino all’invecchiamento, nella fedeltà alla tradizione locale.

 

Nel nostro viaggio attraverso le eccellenza enogastronomiche italiane, seguiamo Rainer Loacker attraverso le sue Tenute e scendiamo fino ad arrivare in Toscana. Siamo nella terra della lingua italiana, un luogo dove la cultura viene trasmessa da ogni piccolo lembo di terra: qui sono passati Lorenzo de Medici, Caravaggio, Cavalcanti, Guittone, Dante e Machiavelli. Il signor Rainer ci introduce nella sua Tenuta Corte Pavone a Montalcino (SI), zona famosa per la produzione del vino Brunello.

Dal vigneto di uve sangiovese, esteso per sedici ettari, la vista si perde tra le colline toscane. L’attenzione viene catturata dall’aroma di rosmarino, timo e lavanda che caratterizzano l’aria e i colori di questa terra. Il clima e il terreno leggero e argilloso conferiscono il giusto carattere al Brunello di Montalcino della Corte Pavone. Da quando la tenuta nel 1996 è stata acquistata, Rainer Loacker ha immediatamente adattato l’attività alla sua filosofia di vita: l’uva è infatti coltivata secondo i dettami dell’agricoltura biologica, seguendo i processi naturali e il lento invecchiamento del vino in botti di rovere. Degustare questo vino è veramente un’esperienza speciale vissuta in un ambiente unico.

A 20 Km da Firenze, nel Comune di Carmignano, si produceva vino fin dall’epoca etrusca e romana. Il territorio di Carmignano può vantare di essere stato selezionato nel 1716 dal Granduca Cosimo III de’ Medici come una delle quattro zone a vocazione viticola del Granducato di Toscana. Il Decreto Motu proprio ed il Bando regolamentavano con norme precise la produzione, i limiti geografici e il commercio dei vini prodotti in tali aree, costituendo la prima “doc” esistente al mondo.
Altre generazioni e famiglie si sono avvicendate nella proprietà della tenuta per poi arrivare ai Contini Bonacossi, nel 1920.

Negli anni venti Alessandro acquistò la proprietà: nasce così la Tenuta di Capezzana, suddivisa in 3 fattorie e più di 120 poderi, dedita alla produzione di vino e olio di grande qualità. Nel 1945 ad Augusto Alessandro si affiancò il figlio Ugo, reduce dalla guerra e laureato in agraria che prese gradualmente la direzione della Tenuta trasformandola da conduzione mezzadrile ad azienda moderna. Già da molti anni l’azienda ha accolto la filosofia bio abbandonando l’uso di diserbanti e concimi chimici che andrebbero a intaccare il gusto di origine del Carmignano che risale a tempi tanto lontani.
Oggi i vini della Tenuta Capezzana conseguono riconoscimenti e premi in tutto il mondo, affermandosi come riferimento del Carmignano DOC e DOCG.

Il nostro viaggio si sposta sulla costa adriatica, in Molise. Là dove le colline verdeggianti e suggestive, catturano lo sguardo donando un senso di pace, c’è il comune di Larino. Situato su un colle, risale all’epoca romana e lo testimoniano i tantissimi siti archeologici. Larino vanta anche il primo seminario vescovile della Cristianità fondato lo stesso giorno del Concilio di Trento. Qui troviamo le Cantine Angelo d’Uva, una storia di uomini e di un grande sogno: valorizzare la propria terra e produrre uve e vini di qualità. È una storia di famiglia, nonno, padre e figlio, vignaioli e contadini. Negli anni 40, è nonno Angelo, a piantare i primi vigneti.

Con caparbietà e amore per la terra, il figlio Sebastiano negli anni ‘60-‘70 accresce l’azienda, lavorandovi con passione, costanza e dedizione assoluta. Il salto di qualità si compie con Angelo, l’attuale titolare che specializza l’azienda nella produzione vitivinicola e inizia nel 2001 la trasformazione diretta delle proprie uve e la produzione di vini DOC e IGT.
Si coltivano il Trebbiano, la Malvasia e lo Chardonnay per i bianchi, il Montepulciano, il Cabernet Sauvignon per i rossi, ai quali si aggiunge la varietà autoctona della Tintilia. Il reimpianto di questo vigneto e la vinificazione di queste uve, è l’espressione di una precisa scelta aziendale di riscoperta, rispetto e valorizzazione del territorio molisano.

Dopo aver gustato i vini tipici della provincia di Frascati scendiamo a Sud per inoltrarci ancor più a fondo nel mondo delle eccellenze enogastronomiche italiane. Arriviamo in Puglia, nelle campagne del Basso Tavoliere, tra le più fertili della Regione. La stessa città di Cerignola, il comune riferimento di questo territorio, deriva il proprio nome da Cerere la dea dei raccolti e della fertilità.
Qui incontriamo l’Azienda agrobiologica Antica Enotria. Si tratta di una realtà contraddistinta dal forte legame con la storia del territorio.

L’azienda non utilizza prodotti di sintesi, né OGM, ma solo fertilizzanti naturali come il letame e altre sostanze organiche compostate. In caso di necessità, per la difesa delle colture, si interviene con sostanze naturali vegetali, animali o minerali: estratti di piante, farina di roccia e minerali.
A raccontarlo sono Raffaele Di Tuccio e suo figlio Luigi: orgogliosi del loro lavoro, ci invitano a degustare oltre ai vini tipici del territorio, come l’Aglianico IGT Puglia, il Nero di Troia e il Primitivo IGT Puglia, anche i pomodori secchi e le verdure grigliate, le olive di Cerignola e l’Olio extra vergine di olive di loro produzione.

Lasciandoci alle spalle il Lazio, approdiamo in Campania, nella provincia di Avellino, dove nasce il vino Taurasi Rosso. Tra i vigneti e le colline verdeggianti troviamo l’azienda Antica Hirpinia con il marchio Anno Domini 1590.
Questo è un progetto nato per selezionare con estrema cura i migliori vini d’Irpinia e della Campania. Ha origine a Taurasi, il comune dal quale prende il nome il vino, dove ogni gesto, dalla cura dei vigneti all’imbottigliamento, ha una tradizione ultrasecolare.

L’altitudine dei vigneti varia dai 300 ai 600 metri sul livello del mare e il terreno ha una struttura argillosa calcarea povera di sostanze organiche e ricche di fosfati e potassio. Queste caratteristiche abbinate a un microclima ideale hanno reso possibile una coltivazione di vitigni autoctoni di millenaria tradizione come l’Aglianico, il Greco, il Fiano, la Code di Volpe. Proprio dall’Aglianico si ottiene il Taurasi DOCG, uno dei vini più prestigiosi della enologia italiana.
Il giorno 11 marzo 1993 il Taurasi, primo ed unico nell’Italia meridionale, ha ottenuto per Decreto Ministeriale la Denominazione di Origine Controllata e Garantita: Antica Hirpinia con orgoglio può vantare la produzione della prima bottiglia in assoluto di Taurasi DOCG

Il nostro viaggio prosegue oltre lo Stretto, nella Sicilia decantata da Lucrezio nel De Rerum natura: “Giusto è che questa terra, di tante bellezze superba, alle genti si additi e molto si ammiri, opulenta d’invidiati beni e ricca di nobili spiriti”. Dai fenici ai romani, dai greci agli arabi, dai normanni ai francesi non c’è cultura che non abbia lasciato un segno indelebile sulla Sicilia.
È proprio in questo luogo mitico, per l’esattezza a Noto e precisamente nella Val di Noto (SR), che si trova la Cantina Modica nella Tenuta di Bufalefi, di proprietà della famiglia Modica di San Giovanni da oltre due secoli e oggi gestita da Alessandro Modica.

Oggi chi dice Bufalefi parla della patria del nero d’Avola: il centro dell’areale di produzione della DOC Eloro Nero d’Avola. Di fronte al mare e all’Africa, un terreno calcareo e un clima temperato caldo sono habitat naturale per il vitigno del Nero d’Avola. E al centro della zona di produzione dell’Eloro DOC Nero d’Avola, si alleva l’Arà, un vino nobile che non lascia indifferenti. La sua stessa etimologia greca denota preghiera o imprecazione. Dallo stesso vitigno, il nero d’Avola, si ricava il Filinona, un Eloro DOC in acciaio che si è aggiudicato l’Oscar del vino 2014 per l’almanacco del Berebene del Gambero Rosso. Dalla Tenuta di Bufalefi dell’azienda Modica di San Giovanni proviene anche la maggior parte di olio extravergine d’oliva della Sottozona Val Tellaro della DOP Monti Iblei, premiato in Concorsi internazionali e apprezzato in tutto il mondo. Fermiamoci all’ombra degli ulivi per gustare un bicchiere di Nero d’Avola accompagnato con del buon caciocavallo ragusano, e torniamo con il ricordo al percorso compiuto attraverso le storie dei nostri imprenditori agroalimentari e della loro eccellente produzione enogastronomica.

Giusto il tempo di un bicchiere di Nebbiolo d’Alba, accompagnato da formaggi di media stagionatura tipici dell’area, e il nostro viaggio prosegue sul confine fra La Langa e il Roero, terre gemelle per vocazione enogastronomica, divise idealmente dal fiume Tanaro. Il Roero condivide con le Langhe vitigni e clima, ma se ne distingue per la particolare conformità geologica. Oltre che dalle colline, il Roero è caratterizzato da pareti rocciose suggestive e ricche di sostanze minerali uniche.

la_langa_1

la_langa_2

“Il panorama è sconfinato: si vede in basso Roma e più lontano il mare, a destra i monti di Tivoli e via dicendo. In questa regione piacevole le case di campagna sono veramente fatte per il piacere, e come i Romani antichi avevano qui le loro ville, così, da cent’anni e oltre, romani ricchi e amanti dello sfarzo hanno gettato, nei punti più belli della zona, le radici di nuove dimore. Già da due giorni ci aggiriamo per questi luoghi e troviamo sempre qualcosa di nuovo e d’incantevole”. Così scriveva Goethe il 15 novembre del 1786, durante la sua visita a Frascati (RM).Rimandando alla mente i testi del grande poeta tedesco raggiungiamo Grottaferrata, dove nasce l’Azienda agricola Castel de Paolis.
depaolis_1

È nel 1985 che l’Onorevole Giulio Santarelli, già sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, dà avvio a una razionale gestione dei sedici ettari della tenuta “Castel De Paolis”, nella zona certamente più vocata del Lazio, attività continuata oggi con dedizione, entusiasmo e successo dal figlio Fabrizio. L’azienda produce il Frascati superiore e il Cannellino di Frascati entrambi DOCG, vini dal profumo fine e delicato, da abbinare con dolci morbidi e secchi e formaggi stagionati.
Fabrizio produce una spinta decisiva all’internazionalizzazione dell’azienda fino a raccogliere, grazie anche alla cura attenta dell’enologo Fabrizio Bono, nuovi riconoscimenti: la Castel de Paolis è l’unica azienda del Lazio con due vini “5 grappoli” attribuiti dalla prestigiosa guida DUEMILAVINI dell’ Associazione Italiana Sommelier.

Cover retro